Il cielo rosso, denso di nuvole viola, si riflette in pozzanghere di mare là dove crescono cespugli di tamerici, vaganti come ombre nel vento.
Sorellina dove sei?
È il tuo posto questo, ma noi due sole, non più in tre, contiamo lunghi minuti di solitudine.
Manca come il respiro questo spazio che tu riempivi dall’infanzia a oggi, in questa serata infinita dove aperitivi sfiziosi ci attendono sulla spiaggia. Accenderemo un fuoco, canteremo le canzoni che saliranno al cielo come una preghiera. Sembra impossibile riuscire a parlare della tua morte senza versare una lacrima. Eri bella, giovane ancora, i capelli rossi mossi da onde incantevoli, cancellati dalla chemioterapia. “Tanto ricrescono non ti preoccupare…” dicevamo sempre.
Gli occhi stretti nel buio, la bocca leggermente spalancata nell’ultimo respiro forse a inghiottire l’universo: ti teniamo le mani, siamo qui con te, chissà se lo sai.
Un tenue misterioso sorriso ti invade il volto, ma non è un sorriso, è una piccola ruga che accoglie la meraviglia. Ti guardo, magnifica eterna immagine nell’anima mia, stampata, indelebile per sempre. Una piccola lacrima ti sta scendendo sulla tempia destra, perpendicolare al cuscino, come una piccola striscia di luce splendente.
Poco fa sono riuscita a toglierti’ dal dito l’anello con tre brillanti che hai sempre portato con te nella vita. Un gioco di bambine, qualcosa di te da tenere per sempre, strappata alle tue dita gonfie lucide… bianche. La luna sul dorso, come quella che illuminava le nostre sere africane, fra lo scorpione e la croce del sud. Tutte le luci spente nella grande casa dietro le jacarande e l’albero del pane. L’azzurro che illumina l’acqua della piscina ci sostiene come una culla celeste.
Guarda lassù… è Antares, il cuore dello Scorpione che qui da noi non si vede.
Una brezza leggera invade l’aria con profumi intensi, misti di essenze sconosciute che soltanto l’Africa sa portare da paradisi lontani.
È qui il giardino dell’Eden, ne sono sicura. È siamo noi tre con i nostri giochi di bambine. Gli uomini mariti, amanti, fidanzati che hanno in qualche modo disturbato le nostre vite, arrivarono dal deserto dei Tartari.
Continuiamo a giocare dentro questi spruzzi celesti.
Ancora per un po’… un’ora, un giorno, un milione di anni.

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